NIKI DE SAINT PHALL: la romantica artista pop


Le tre Grazie, 1994, resina sintetica e colore vinilico. 66x79x89

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Si è inaugurata il 4 novembre 2009 presso la Fondazione Roma Museo la retrospettiva dell’artista francese Niki de Saint Phalle. Cento opere ripercorrono l’intera produzione artistica senza rispettare un percorso cronologico ma seguendo il filone creativo e filosofico.
Artista, scrittrice, performer, attrice di teatro e modella nasce in Francia nel 1930 da famiglia benestante e si trasferisce dopo poco negli Stati Uniti.
La sua vita tumultuosa si intreccia indissolubilmente all’arte. E’ dopo un ricovero nell’ospedale psichiatrico di Nizza per un grave esaurimento nervoso del 1953 che scopre l’espressione artistica come terapia, come liberazione e sfogo dei propri drammi esistenziali e dell’inquietudine universale.
Le sue opere sin dall’inizio esprimono il tormento delle violenze sessuali del padre in età adolescenziale, la sensibilità per gli eventi bellici di quel periodo, come la guerra in Vietnam.
I suoi primi happening divengono ribellione giovanile per le aggressioni mondiali.
Nel 1961 a Parigi incontra l’artista svizzero Jean Tinguely col quale inizia una proficua e duratura collaborazione professionale. Nasce tra i due un amore passionale, travolgente, e nel 1972 convolano a nozze. Un sentimento forte, che regge nonostante i numerosi scossoni dei tanti amanti.
A Parigi abbandona i vecchi linguaggi, prende coscienza delle proprie capacità e realizza degli assemblaggi di oggetti e gesso che posiziona vicino ad un sacchetto di vernice, successivamente imbraccia il fucile e spara. Con i Tiri la monocromia del gesso viene colpita da una macchia improvvisa di colore. Colpisce le istituzioni, le ingiustizie e le discriminazioni sociali.
La crescita espressiva non si placa e prosegue la ricerca di differenti rivendicazioni, affiancandosi alla fervente stimolazione del movimento femminista, rappresentando l’universo femminile con le Nanas, figure policrome in poliestere, bizzarre ed eccessive, anche di notevoli dimensioni.
Con l’aiuto del marito crea successivamente opere imponenti che non si fermano solo alla scultura, ma si unisce anche la decorazione, la pittura e l’architettura. Delle loro opere ricordiamo la Fontana Stravinsky per la piazza del Centre Pompidou di Parigi e il grandioso Giardino dei Tarocchi realizzato proprio in Italia.
Il Giardino dei Tarocchi è la massima espressione artistica di Niki de Saint Phalle. E’ un opera monumentale realizzata alle porte di Capalbio in Toscana, dove la magia dell’inganno e il gioco dei Tarocchi si mescolano al colore vivido. L’eccesso cromatico e la decorazione a mosaico tra cermiche e specchi realizzano un opera surreale e visionaria ispirata al Parco Guell di Gaudì a Barcellona.
Trascorre in California i suoi ultimi anni di vita, piegata dalle sofferenze respiratorie dovute alla prolungata esposizione alla vernice. L’ultimo periodo viene documentato dalle serigrafie Diario Californiano. Muore nel 2002 a 71 anni nella sua residenza californiana.
La pop art di Niki de Saint Phalle scavalca i confini del movimento. Riesce a dare al colore una valenza profonda, intima e romantica.

Chiara Miglietta

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